IL CANE ALATO

In questo libro di racconti Stanišic testimonia che narrare č un'esigenza. La sua scrittura sempre densa, declina variazioni di una medesima vicenda umana, in grado di superare scarti di latitudine o di tempo. Nel continuo, vibratile oscillare tra Friuli e Balcani, inserti di paesaggi rurali o montani, personaggi-chiave come il contadino, l'uomo d'affari o l'intellettuale, fanno da lasciapassare tra culture, all'interno di una topografia che č al tempo fisica interiore. La denuncia di una realtŕ abbruttita dai non-valori del denaro e della prevaricazione č intessuta inestricabilmente con la trasfigurazione onirica di luoghi, oggetti, istanti. In un coerente percorso all'insegna dell'antiretorica, lo scrittore racconta pagine di realtŕ quotidiana, soffocata dai ritmi cogenti dell'interesse e della rincorsa sociale, "come se la parola Occidente fosse magica". Ma a proteggere un fondo di umanitŕ, a ridestare etica e fratellanza, sono l'operazione stessa della scrittura e la presenza nei racconti di animali-amuleti, artisti, vagabondi, vecchi, non importa quanto verosimili, evocati in qualitŕ di testimoni, custodi, numi tutelari.